Zampogna – a ciaramedda

La zampogna, o ciaramedda, è la protagonista di questa scheda sugli strumenti musicali agro-pastorali dell’area dei Peloritani. Come tutti gli altri strumenti che andiamo ad approfondire, è possibile ammirarla presso la Sala L del Museo etno-antropologico “I ferri du Misteri” di Castanea delle Furie (ME).

Il direttore del museo Cav. O.M.R.I. Geom. Domenico Gerbasi ha avuto il piacere di incontrare il maestro Giuseppe De Salvo presso la sua abitazione. L’anziano suonatore, messinese

Zampogna
Particolare decorazione su zampogna

(nato nel 1935) che sin dall’infanzia ha praticato, costruito e suonato la zampogna o ciaramedda. De Salvo ci racconta la sua storia, come nasce la sua passione per gli strumenti agro-pastorali, come i flauti del nonno. Vengono anche esposti gli strumenti tipici della costruzione della zampogna, del flauti e del “friscalettu”. Vengono inoltre eseguiti alcuni brani con zampogna e con il flauto Presente anche Giuseppe Roberto, “sponsorizzato” da De Salvo come futuro grande suonatore. La seconda parte del video è un incontro avvenuto presso il Museo ento-antropologico “I ferri du Misteri” di Castanea delle Furie (ME) dove è possibile inoltre osservare tanti altri esempi di strumenti musicali agro-pastorali quali il flauto, il flauto doppio, la fisarmonica, il maranzano e la zampogna.

Nei successivi tre video possiamo vedere sia il Giuseppe De Salvo che Giuseppe Roberto impegnati nell’esecuzione di alcuni brani della cultura

Zampogna museo i ferri du msiteri
Zampogna esposta presso il museo

popolare dei Peloritani.

Al termine della scheda alcune gallerie fotografiche: le fasi di costruzione delle canne e dell’ancia (zammara), particolari degli esemplari di zampogna conservati nel nostro museo e G. De Salvo e G. Roberto col direttore del museo durante l’esecuzione di alcuni brani per zampogna presso i locali dello stesso museo.




Fasi della costruzione

Reperti in mostra nel museo

Giuseppe Roberto e giuseppe de salvo al museo

 

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Gli strumenti musicali agro-pastorali sono parte fondamentale della cultura Peloritana legata all’agricoltura ed alla pastorizia. Attraverso l’utilizzo di materiale povero e naturale, come una canna, la pelle degli animali, o economico come quello utilizzato per il maranzano, si riesce ancor oggi a creare degli strumenti capaci di intrattenere attraverso la musica grandi e piccini.

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