costruzione flauto

Flauto – u frautu

Attraverso la sezione sul flauto facciamo la conoscenza di Giuseppe Roberto, giovane messinese che ha imparato e fatto sua non solo l’arte di suonare gli strumenti della tradizione Peloritana ma sopratutto a riprodurli e costruirli. Il flauto, come tutti gli altri strumenti che andiamo ad approfondire, è possibile ammirarlo presso la Sala L del Museo etno-antropologico “I ferri du Misteri” di Castanea delle Furie (ME).

In questa prima parte Giuseppe Roberto ci introdurrà il flauto e le sue caratteristiche. Nei due video successivi ascolteremo lo stesso maestro suonare il flauto da lui stesso costruito eseguendo brani della tradizione popolare dell’area dei Peloritani. Appena sotto i video è possibile vedere la documentazione fotografia delle fasi di costruzione del flauto: uno strumento che nella tradizione pastorale viene ricavato dalla canna e intagliato secondo particolari caratteristiche.


 

Ed ecco la galleria fotografica con le fasi di fabbricazione del flauto.

  • costruzione flauto

 

Clicca sul seguente bottone per passare al successivo passo de percorso sugli strumenti agro-pastorali dell’area dei Peloritani: il flauto doppio

Vai a Flauto doppio

 

Il flauto diritto di canna a bocca zeppata, è certamente lo strumento pastorale che ha vantato per il passato una presenza omogenea su tutto il territorio. Ciò è stato possibile grazie alla minima competenza organologica e musicale richiesta per realizzarlo – è sufficiente un segmento di canna su cui ricavare un becco, sei o sette fori digitali e uno o due posteriori – e all’ampio repertorio di ballabili (polche, mazurke, valzer, balletti) di cui si è fatto portatore nei contesti tradizionali di festa, avvalendosi anche del supporto ritmico del tamburello. Il flauto di canna, abbandonando il suo contesto originario, quello pastorale, a partire soprattutto dagli anni Quaranta, ha avuto un posto di primo piano, in virtù della sua versatilità musicale, come strumento virtuosistico nei gruppi folkloristici e, nel contempo, al pari dello scacciapensieri, è diventato anche un richiestissimo oggetto souvenir. Nella dimensione di vita pastorale, invece, il flauto, continua ad essere ancora oggi un fedele compagno, nelle lunghe ore trascorse in solitudine al pascolo, dei pochi suonatori-pastori “sopravvissuti”. (fonte http://www.solnet.it/strumusipopol)

 

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