Doppio flauto

Doppio flauto – frautu a paru

Proseguiamo a trattare il doppio flauto, evoluzione del flauto singolo già visto nella precedente pagina . Il doppio flauto, come tutti gli altri strumenti che andiamo ad approfondire, è possibile ammirarlo presso la Sala L del Museo etno-antropologico “I ferri du Misteri” di Castanea delle Furie (ME).

Di seguito è possibile vedere un video in cui Giuseppe De Salvo, maestro di Giuseppe Roberto, dimostra come è possibile suonare il doppio flauto eseguendo brani della tradizione dell’area dei Peloritani.

A seguire una galleria fotografica con alcuni esempi di doppi flauti tipici del nostro territorio.

 

 

  • Flauto doppio
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Il doppio flauto è indicato in dialetto frautu a paru perchè formato da una coppia (un paru) di flauti di canna a bocca zeppata di lunghezza diseguale. La canna più lunga (‘a manca o masculo) presenta tre fori anteriori nel tipo di Librizzi e tre più uno posteriore alto negli strumenti dell’area dei Peloritani; la canna più corta (‘a ritta o fimmina) preseta invece quattro fori e uno posteriore alto in ambedue i tipi. La particolare disposizione dei fori digitali, non parallela fra le due canne, e la conseguente successione di suoni prodotti (cinque sulla canna più lunga e sei su quella più corta) posti fra loro ad intervalli di terza, consente al doppio flauto dei peloritani di replicare lo stesso schema d’intonazione della zampogna a paro. Lo stile d’esecuzione e il repertorio dello strumento dei Peloritani sono d’altra parte modellati su quelli della ciaramedda. I temi musicali eseguiti al doppio flauto sono detti appunto ciaramiddati, cioè ad imitazione di quelli eseguiti alla zampogna. Legato da rapporti di dipendenza organologica con la zampogna, il doppio flauto, nel caso dei Peloritani, non ha mai avuto una piena autonomia musicale, assolvendo più che altro compiti didattici. Il doppio flauto è indicato in dialetto come frautu a paru, perché formato da una coppia (un paru) di flauti di canna a bocca zeppata di lunghezza diseguale. La canna più lunga (a manca o masculu) presenta tre fori anteriori nel tipo di Librizzi e tre più uno posteriore alto negli strumenti dell’area dei Peloritani; la canna più corta (a ritta o fimmina) presenta invece quattro fori e uno posteriore alto in ambedue i tipi.

(fonte http://www.solnet.it/strumusipopol/dop_fla.htm)

 

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