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I Ferri del Mestiere – Museo di Domenico Gerbasi di Castanea delle Furie (ME)
Arte rurale, contadina e marinara dei Peloritani.

Autoritratto gerbasiIl  museo nasce grazie alla nostra passione, in questo piccolo locale della piazzetta Umberto I nn. 2-4 si trova la testimonianza di un vivere, di un passato lontano narrato nel concreto da oggetti che sembrano per alcuni usciti così dalla macchina del tempo. Ed è questa la filosofia dì questo piccolo museo che ha intrapreso la complessa opera di recupero di oggetti antichi quasi per caso, nel lontano 1963 dal promotore nostro concittadino geom. Domenico Gerbasi, spinto dalla passione che lo ha portato a custodire centinaia di “reperti” che oggi possono essere fruibili a tutti.

Non va trascurato il contributo dei vari amici che hanno collaborato e continuano, donando alcuni reperti che uno alla volta arricchiscono sempre più la diversità, la pluralità degli oggetti contenuti nel museo.

Sellai, tappezzieri, decoratori, fotografi, acquafioristi, falegnami, arrotini, peltrai, orafi, miniaturisti, liutai, tessitori, musicanti e mosaicisti.

Gli antichi mestieri, che rischiano l’estinzione, presentano un elevato grado di professionalità e costituiscono un valore che non vogliamo disperdere.

sala falegname

Avvicinare i giovani a quello che possiamo considerare un patrimonio culturale e storico del nostro Paese, vuoi dire anche fornire loro anche una prospettiva di lavoro che possa raggiungere e, perché no, un mercato selezionato e in espansione. Oggetti, che ci riportano indietro nel tempo, arnesi e utensili vari nei quali sono impressi i segni della fatica dei campi, dell’usura e della vita domestica.

Sono reperti che testimoniano frammenti di storia e di cultura.

Se è vero che senza memoria non c’è identità e senza identità non c’è futuro il tesoro dell’uomo dei ricordi non può e non deve rimanere il privilegio di pochi, ma diventare opportunità per tutti: sia per quanti giovani locali e turisti, vogliono comprendere a pieno la storia e lo spirito che quegli oggetti contengono e che hanno significato fatica, sudore e rinunce, ma anche giovinezza, speranza e vita.

 

Viviamo ormai in un mondo dominato dalla tecnologia, questa è l’era dell’elettronica, del nucleare…

I vecchi utensili di legno, di cuoio, di ferro, da taglio, da cucina un tempo utilizzati dalla mano dell’uomo sono stati sostituiti da macchinari ad alta precisione.

Paradossalmente però, possedere un vecchio oggetto antico è motivo di vanto e, più è strano o raro, più genera soddisfazione per i fortunato possessore.

Lo si mette in bella mostra, lo si inserisce nella collezione privata come anello di congiunzione di quella affannosa ricerca nel tempo del “pezzo” mancante. Nascono così, collezionisti di utensili che li custodiscono con sacralità maniacale, e questo è proprio il nostro caso.

Da un punto di vista del turismo, sono tanti i musei che rievocano questi antichi mestieri come il museo “I ferri du misteri” a Castanea che può essere annoverato tra i più ricchi e titolati della Sicilia, il Museo etnografico siciliano G. Pitrè di Palermo, la Casa-Museo A. Uccello di Palazzolo Acreide, il Museo dei luoghi del lavoro contadino di Buscemi, il Museo Regionale delle tradizioni Silvo-pastorali G. Cocchiara di Mistretta, il Museo etnostorico N. Cassata e il Parco Museo Jalari di Barcellona, per citarne qualcuno sito nel territorio siciliano, ma ce ne sono tanti altri dislocati per tutta la penisola italiana.

Fonti:

http://www.messinaierieoggi.it/

Tesi di laurea della Dott.ssa Maria Grazia Ramuglia